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IL Sole-24 Ore, 13 gennaio 2002, p.39, scienza e filosofia

Una vita con i frattali

di Umberto Bottazzini

(Benoit Mandelbrot, Il mondo dei frattali, Di Renzo Editore, Roma)

Irregolare, spezzato, in latino fractus. E frattale è il termine che Benoit Mandelbrot ha creato per dare un nome a quelle figure bizzarre e irregolari che gli apparivano sullo schermo del computer iterando semplici operazioni algebriche.
"Figure geometriche irregolari che hanno le stesse identiche strutture in tutte le scale". Caratterizzate dalla proprietà dell'autosomiglianza, come una testa di cavolfiore in cui ogni fiore è a sua volta un piccolo cavolfiore e può essere diviso in fiori ancora più piccoli e così via.
La geometria dei frattali ideata da Mandelbrot non sarà forse "una nuova geometria della natura", come egli afferma, ma certo le affascinanti forme di inquietante bellezza create al computer da questo poliedrico matematico sono ormai entrate a far parte della matematica e del nostro immaginario visivo. La geometria frattale domina anche il racconto della sua vita, che gli appare come "una via frattale verso la frattalità".
Nasce a Varsavia da una famiglia di origine lituana che nel 1936 si trasferisce a Parigi dove vive uno zio, Szolem Mandelbrojit, un matematico che inizialmente fa parte del gruppo diventato celebre con lo pseudonimo di Nicolas Bourbaki. Nella Francia occupata dai nazisti il giovane Benoit compie studi irregolari, entra all'Ecole Polytechnique dopo la liberazione di Parigi e conclude gli studi con una tesi di dottorato influenzata dalle idee di von Neumann e Wiener. Nel 1958 Mandelbrot si trasferisce negli Stati Uniti, "emarginato" in un centro di ricerca Ibm, che tuttavia gli offre l'opportunità di elaborare i propri interessi nei diversi campi della scienza e di diventare, come egli si definisce, "un factotum di successo, un rivoluzionario e un esperto della geometria", animato da una "insolita fede nell'interdisciplinarità".